L’UTILIZZO DEL LASER PER LA PARODONTITE.
La malattia parodontale colpisce circa il 60% della popolazione adulta in forma più o meno grave ed è tuttora considerata come una delle cause primarie della perdita degli elementi dentari.
La terapia di tale malattia, classicamente, è suddivisa in tre fasi:
- Prima fase o terapia causale: messa in atto dall’odontoiatra o dall’igienista dentale, consiste nella rimozione degli agenti patogeni (placca e tartaro sopra e sottogengivale) dal dente e dalla superficie radicolare attraverso strumenti meccanici o manuali.
- Seconda fase o chirurgica: attuata dall’odontoiatra in quei casi ove la terapia causale non sia stata sufficiente a ripristinare uno stato di salute parodontale ottimale.
- Terza fase o terapia parodontale di sostegno: eseguita sia dall’odontoiatra che dall’igienista dentale, ha lo scopo di monitorare il paziente nel tempo e verificarne le condizioni di igiene orale domiciliare, rimuovendo i depositi di placca e tartaro che sfuggono al controllo del paziente stesso.
L’integrazione del laser a diodi come coadiuvante del trattamento della malattia parodontale ha dimostrato largamente la sua efficacia grazie ad alcune caratteristiche ed al modo in cui il raggio interagisce con i tessuti coinvolti.
Grazie all’utilizzo del laser in combinazione con il microscopio l’odontoiatra potrà effettuare degli interventi ancora più precisi e sempre meno invasivi perchè potrà intervenire su zone sempre più piccole.
Fra i principali vantaggi del laser ricordiamo:
- Effetto battericida: aspetto più significativo dell’impiego del laser nella terapia parodontale; l’introduzione del laser, in associazione alla terapia meccanica, ha eliminato completamente alcuni ceppi batterici responsabili delle parodontiti. I siti trattati con il laser, inoltre, presentano ricolonizzazione batterica più lenta rispetto a quelli trattati solo con la terapia meccanica.
- Rimozione dell’epitelio sulculare infetto e del tessuto di granulazione: il laser permette l’eliminazione totale dell’epitelio sulculare infetto senza che vi sia compromissione del tessuto connettivo sottostante con l’enorme vantaggio di abbattere ulteriormente la carica batterica, di lasciare una superficie gengivale più pulita e priva di tessuto di granulazione e di permettere una migliore guarigione del tessuto connettivo.
- Effetto biostimolante ed antiedematoso: il laser permette ai tessuti irradiati un processo di duplicazione cellulare più veloce senza alterazione morfologica o funzionale delle cellule.
- Effetto coagulante;
- Possibilità di utilizzo su tutti i pazienti, poiché non presenta controindicazioni né reazioni con altri farmaci o strumenti;
- Rapidità di utilizzo;
- Guarigione migliore e più rapida dei siti
Diverse patologie del parodonto possono essere trattate con successo con il laser a diodi, quali: parodontite, gengivite, epulide, ascesso parodontale, recessioni gengivali, oltre ad essere utile per altri interventi come la frenulectomia.